Per la Rc auto si sta delineando un circolo virtuoso che rivela comunque molti elementi di incertezza e di fragilità. Come avviene tuttavia quando si modificano gli assetti di un sistema consolidato negli anni, alcuni attori ottengono dei vantaggi e altri possono subire dei danni. Compito prioritario del legislatore e dell’autorità di governo è quello di favorire gli utenti del servizio e, ove possibile, non creare situazioni di grave disequilibrio sul mercato. Detto con grande banalità a tutti i governanti piacerebbe che i cittadini avessero un ottimo servizio da parte degli assicuratori che lo erogano, che le compagnie fossero tutte solide e affidabili e che le reti di distribuzione fossero efficienti e soddisfatte. Il tutto dovrebbe avvenire, auspicabilmente, con l’approvazione e il consenso di una serie di stakeholder del sistema quali i periti, gli avvocati, i medici e i riparatori di autovetture. È evidente che siamo di fronte a un’utopia irrealizzabile e che ogni scelta non potrà che penalizzare gli interessi di qualche categoria. La vera sfida pertanto è quella di valutare la liceità degli interessi in gioco e la loro compatibilità con un effettivo miglioramento della situazione in essere.

Il tema delle assicurazioni auto è sul tavolo da molti anni e ha visto una costante successione di affermazioni demagogiche e di decisioni incongrue. Da qualche anno, invece, la situazione è stata meglio inquadrata e qualche provvedimento sta dimostrando efficacia.

Come è noto, infatti, le tariffe italiane sono le più care d’Europa, il 90% dei premi, all’incirca, viene incassato dagli intermediari che, in larga misura, operavano in regime di sostanziale esclusiva. Nell’auto, come peraltro avviene negli altri rami, vige una situazione oligopolistica con il corollario di una concorrenza non certo accentuata. Sul fronte dei costi la situazione appare abbastanza critica poiché il numero degli incidenti era largamente superiore a quello rilevabile nei paesi a noi più vicini per popolazione e tipo di economia (Francia, Germania, Regno Unito e Spagna) e i costi medi dei risarcimenti erano decisamente i più elevati a causa degli orientamenti della magistratura sui sinistri di grave entità e sul moltiplicarsi delle lesioni di lieve entità (le cosiddette micro permanenti). Queste ultime, unitamente ai sinistri particolarmente numerosi in talune zone geografiche, erano frutto di un atteggiamento fraudolento contro il quale è assai difficile svolgere un’attività di repressione. Nell’ultimo biennio le cose sono cambiate e i risultati si stanno già vedendo. Il primo “aiuto” è provenuto dalla crisi economica che ha ridotto la circolazione delle autovetture, provocando una diminuzione del numero dei sinistri; ma sarebbe ingiusto non riconoscere l’efficacia di taluni provvedimenti varati dal governo.

Ai fini di una maggior concorrenza è stato indubbiamente utile il provvedimento che, abolendo il tacito rinnovo, ha consentito una più agevole “portabilità” dei contratti consentendo agli assicurati di effettuare le proprie opzioni fino all’ultimo giorno. In questo ambito risulta assai efficace la presenza di numerosi comparatori di tariffe che consente di accertare con immediatezza le condizioni di molti operatori di mercato. Per quanto riguarda i costi un impatto positivo e crescente nel tempo deriva dalla nuova regolamentazione delle piccole lesioni che tende a ridurre fortemente i fenomeni di fraudolenza.

Un ulteriore impatto positivo dovrebbe, inoltre, rivenire dalla dematerializzazione dei contrassegni, dal controllo delle autovetture non assicurate e dall’auspicato varo dell’agenzia antifrode.

Alla luce di questi provvedimenti i premi hanno iniziato a scendere nel 2012, con un’accentuazione nel 2013 e con una probabile prosecuzione di questo trend nel 2014. Al tempo stesso i bilanci delle imprese, che erano claudicanti fino al 2011, hanno evidenziato forti miglioramenti che dovrebbero consentire al 2013 di manifestarsi come l’anno migliore nella storia della Rc auto.

Ma quali sono gli elementi di incertezza e di fragilità per la realizzazione del circolo virtuoso? Vi sono due provvedimenti che dovrebbero essere approvati per decreto e che riguardano (il primo) la possibilità di effettuare il risarcimento in natura, ovvero nel caso di danno a un’autovettura l’assicuratore provvederebbe alla riparazione dell’auto danneggiata presso una carrozzeria convenzionata senza alcun onere per il danneggiato; e una più precisa regolamentazione (il secondo) dei danni di grave entità con il varo di una tabella indennitaria fissa per tutti i tribunali. Entrambi i provvedimenti, previsti in un decreto, si sono arenati in aula e hanno preso la strada del disegno di legge che assai spesso assomiglia a quella di un binario morto. In questo caso hanno prevalso gli interessi dei carrozzieri e degli avvocati che intravedono notevoli limiti determinati da queste normative.

Di contro le reti agenziali stanno subendo un notevole salasso dalla trasmigrazione di molte polizze auto verso compagnie dirette e in minor misura verso le banche. C’è da augurarsi che la riforma della Rc auto prosegua e il mercato trovi un nuovo equilibrio che tuteli gli interessi degli utenti e delle componenti più sane e professionali del settore.

Angela Maria Scullica