Sangue nelle strade e contrarian investing.

Molti ( forse troppi..), non sono trader appassionati o con time frames di breve periodo, come molti lettori della lettera, invece.

Vale la pena, pero’, di rivisitare uno strumento, il CAPE, Ciclically Adjusted Price Earning, che puo’ darci un’idea, diciamo cosi, a che punto del “volano” si trova uno specifico mercato azionario.

E aiutarci a capire meglio un modello di “timing” di asset allocation

Per fare una breve introduzione , il CAPE e’ uno strumento ideato da Robert Shiller, un professore Americano, che ha anticipato la drammatica discesa azionaria del 2000 nel suo libro “Irrational Exhuberance “ e ha anticipato la bolla immobiliare USA, madre della Grande Crisi del 2008, poi proseguita nella crisi debitoria in cui ancora ci dibattiamo.

Il “ragazzo ha dei numeri”…se mi perdonate la battuta.

Come si calcola il CAPE?

Prima il numeratore, il prezzo deflazionato di uno specifico mercato equity.

Lo S&P 500 ha chiuso a Maggio, ad es: a 1.310.

Il deflattore, l’indice CPI era a 229.8 a maggio ‘012 e a 224.9 ad Aprile 011, quindi l’ Indice  in termini reali e’ : 1.310X(224.9/229.8)= 1.282

Lo si puo’ fare, mese per mese, indietro fino al 1871.

Il denominatore , invece e’il P/E, il Price Earning, ma “Ciclycally Adjusted”. Si vanno a prendere gli utili per azione nominali dell’indice  alla fine degli stessi mesi , si divide per l’Indice (1.310), si ottiene il P/E trailing nominale e si deflaziona allo stesso modo di prima. Facendolo mensilmente per gli ultimi 10 anni, otterrete una media di 61 (credeteci o vi ammazzo di noia, qui..) e un CAPE a fine Giugno di circa 21 (20.94) per gli USA.

Ok, a questo punto, sento i frizzi e lazzi “ Grazie fenomeno …e adesso cosa ce ne facciamo??”

Adesso viene il meglio.

Da una prima occhiata a 32 paesi ( dati secolari disponibili solo per USA e UK..per gli altri dagli anni ’70 e ’80), creando I CAPE di Shiller medi decennali per ciascun paese, si osserva molti CAPE si addensano intorno a una media tra 15 e 20, con il fondo verso 7 e i picchi a 45 (Giappone alla fine della bolla degli ’80).

Domanda immediata!

In che occasioni il CAPE era  sotto a 5 alla fine dell’anno?

Stati Uniti nel 1920

Gran Bretagna nel 1974

Olanda nel 1981

Corea del Sud  1984,1985,1997

Thailandia  2000

Irlanda 2008

Grecia 2011

Nessuno si sarebbe sognato di investire in questi Paesi in questi anni…men che meno io. Il flusso di notizie era orrendo e questi paesi erano in vari stadi di crisi profonde…insomma “sangue per le strade”.

Cosa sarebbe successo, in media , se aveste avuto il fegato di investire in questi mercati nei momenti piu’ orrendi, disgraziati, terribili e politicamente instabili?

Ritorni ( medi!) in valuta locale, composti annualizzati:

A 1 anno :       35%

A 3 anni :        30%

A 5 anni :        20%

A 10 anni:       12%

Non male…ora, non precipitiamoci a trasformare il CAPE in qualcosa di diverso da un semplice metro di valutazione, anche se ho qualche idea ancora da testare come si deve in trasformarlo in qualcosa di investibile tramite ETF e vi terro’ informati.

Intanto, qui trovate il CAPE a fine Giugno di una serie di Paesi interessanti:

Grecia3.26
Italia6.96
Irlanda7.08
Portogallo7.39
Spagna8.61
Olanda9.35
Russia9.44
Belgio10.19
Francia10.74
Austria11.13
Cina11.69
Germania12.58
Singapore12.58
Gran Bretagna12.71
Australia12.96
Svezia14.23
Brasile14.26
Svizzera14.42
Giappone14.43
Hong Kong14.48
Turchia14.97
Taiwan15.20
Thailandia15.41
Sud Africa16.92
Sud Corea17.06
Canada17.56
India19.02
USA20.94
Messico21.86
Malesia23.24
Cile24.92
Indonesia27.28

Come detto, il CAPE, in questa forma, ha un valore di puro strumento di misurazione relativa di convenienza…ma, quante simpatiche occasioni “cheap” in Europa, meglio dei Bund sopra a 140, in termini di convenienza.

Ad avere una disposizione d’animo impavida e un time frame sufficientemente lungo.

Alla prossima.