Tra le caratteristiche comuni a tutti i talk show trasmessi qui in Italia, ce n’è una che dovrebbe richiamare l’attenzione per quanto è uniforme l’atteggiamento dei presenti al dibattito. Quando infatti e non succede certo di frequente, capita che un’ospite interpellato sulla questione Europa, accenni al fatto che l’Euro non sia un bene per il nostra economia disastrata, parte una reazione sempre uguale: l’inquadratura infatti, va subito su altri interlocutori che iniziano ad accennare a risolini sarcastici, oppure a sgranare gli occhi indicando la sorpresa nell’udire simili sciocchezze e di li a qualche secondo l’ospite in questione viene puntualmente interrotto, spesso dal conduttore che da subito la parola ad un interlocutore europeista convinto (per par condicio), oppure , se la questione si fa ingarbugliata,  chiama la pubblicità tassativa promettendo di tornare sull’argomento successivamente.

 Evitando di commentare l’atteggiamento di superiorità mostrata regolarmente da certi economisti o politici sull’argomento, nonostante i fatti dicano l’esatto opposto,  è quantomeno singolare che non si apra un vero dibattito sulla moneta unica, tranne in rarissimi casi , nonostante i sondaggi indichino che i cittadini di mezza Europa iniziano a nutrire seri dubbi sull’efficacia del progetto, che fino ad ora, lo dicono i dati, ha portato più disastri che benefici.

La linea di confine è stata superata  con la decisione di esproprio dei conti correnti a Cipro e questo episodio ha contribuito ad innalzare il livello di preoccupazione degli scettici. In Germania non sono in pochi ad aver già sollevato la questione sull’opportunità di ritorno al marco, pur essendo i tedeschi i maggiori beneficiari del progetto Euro, fin dalla sua introduzione.

Chi poi va in TV e a sostegno del “più Europa” e porta come paragone gli Stati Uniti e il dollaro, dovrebbe tornare sui libri e studiare meglio la questione (se in buona fede), a cominciare dal fatto che gli Usa hanno un governo centrale unico, fiscalità unica e la possibilità di prestare aiuto ad uno Stato in difficoltà, oltre ad avere una banca centrale che stampa ininterrottamente  moneta dal 2009. Dalle nostre parti invece gli Stati più forti, appoggiati dagli Euro-burocrati, hanno tutto l’interesse a rafforzarsi sempre  di più a scapito dei più indebitati, attraverso l’inasprimento costante di politiche di austerità , senza neanche tener conto della salvaguardia dei più elementari diritti umani (la Grecia insegna), o addirittura sperimentando il prelievo forzoso dai conti correnti (Cipro), creando così il precedente per lo step successivo – risanare i bilanci delle banche o degli Stati, attraverso il prelievo diretto dei risparmi dei cittadini – più comodo ed immediato.