Comprare tempo: lo ha fatto la BCE e lo sta facendo la FED, di che rallegrarsi ? Il gioco è quello di recuperare fiducia e recuperare competitività, di aggiustare, tagliare, mettere in sicurezza. Bassi tassi di interesse aiutano questo processo perché fanno sì che i debiti monstre come quello italiano e quello USA non portino fuori carreggiata il treno. E sperare che riparta il fiume della felicità con PIL che corre … Sperare … perché speranze sono, di certezze nemmeno una. Ho seguito su youtube un interessante dibattito del Prof. Bagnai http://www.youtube.com/watch?v=gEhZMldT-FEche discuteva del ritorno alla lira e della conseguente svalutazione e di come questo non necessariamente impatti sull’inflazione in quanto in Italia esiste una elevata disoccupazione, i consumi sono depressi e gli investimenti al palo. Quindi gli effetti sarebbero esclusivamente benefici perché di inflazione non se ne vedrebbe l’ombra. O maggiormente benefici. Questo a commento di quanto abbiamo scritto diffusamente io e Frigieri in molteplici articoli, anche se onestamente oggi non serve molto ripeterlo perché avendo comprato tempo per i prossimi anni, a scanso di drammi non prevedibili, continueremo nel gioco di trasformare i calabresi in germani, i dauni in austriaci e i partenopei in olandesi. Auguri !

A livello di forza relativa gli USA (e la piccola Danimarca) continuano a sovraperformare gli altri indici e non è certo questo rimbalzo che ci porta a suonare la tromba della carica sul mercato italiano. Niente buy con la carriola, tenere stretti i cordoni della Borsa, stiamo comprando tempo …  solo tempo.

E’ innegabile che ci siano dei segnali positivi: vi raccomando questo articolo di Deutsche Bank in cui sostanzialmente si annunciano tempi rosei per il settore immobiliare USA. Come sapete sono due gli indicatori di salute dell’economia USA: il tasso di disoccupazione, che si mantiene elevato sull’8% rispetto a dei parametri storici nonostante i 3 milioni di posti di lavoro creati negli ultimi anni, e il settore immobiliare che invece sembra stabilizzarsi. L’indice Case-Shiller, elaborato da Standard & Poor’s, è un indice dei prezzi delle abitazioni che quando viene messo in rapporto al reddito genera l’”affordability index”. Ebbene sebbene questo indice venga con 2 mesi di ritardo possiamo vedere che dal 2000 al 2008 i prezzi delle case avevano guadagnato l’80% ma ora siamo sempre a +40% dal 2000 e l’indice ormai è piatto da diverso tempo mentre i redditi sono sui massimi del 2008 e l’affordability è tornato allo stesso punto nel quale tutto il bubbone ha iniziato a montare, ovvero il 2000. Siamo quindi in una situazione molto particolare quasi un trampolino di lancio per l’economia USA e questo giustifica quel rapporto di forza relativa crescente che da tempo immemorabile pubblichiamo sul sito ha un suo senso fondamentale.

A livello di singoli titoli sembra di essere in Chiesa ed ascoltare una litania di Santi: ormai da anni penso che raccontiamo le stesse cose, so che sono noioso ma non so che farci. Dei seguito la lista dei nostri titoli:

BB BIOTECH: sempre più su, ora dovrebbe accelerare, è in una situazione tecnica per cui ad arrivare a 140 euro ci mette pochissimo;

CAMPARI: breakout

per maggiori informazioni www.emiliotomasini.it