Draghi si è esposto davvero tanto la scorsa settimana e la sua frase “fidatevi di me, sarà abbastanza” probabilmente resterà a lungo tra i detti celebri dei banchieri centrali. Il problema in questo contesto è che la Banca centrale tedesca ha subito dichiarato che comprare i debiti sovrani degli Stati europei equivale a violare il mandato della Bce, dimostrandosi contraria. D’altro canto invece, sul lato prettamente politico ci sarà da verificare la posizione della Merkel, che al momento ha fornito una dichiarazione di facciata, in linea con quanto espresso da Draghi e dal leader francese Hollande. Una cosa è certa, il momento è delicatissimo perché se da un lato Draghi probabilmente ha parlato sapendo di avere le spalle coperte, ma se alle parole non seguissero fatti concreti neanche questa volta, la sua credibilità risulterebbe compromessa. Stesso problema per la Buba, su cui si basa l’attuale credibilità dell’Europa e che se venisse isolata e fosse costretta a cedere, darebbe una spallata negativa all’Europa stessa nei confronti dei mercati internazionali. Altro fattore da tenere in considerazione è che il semplice acquisto di titoli da parte della Bce o dell’ESFS, non risolverebbero i problemi dell’economie spagnola ed italiana, alle prese con misure di austerità al limite della sopportazione e una tassazione ai confini con l’esproprio. I rendimenti di bonos e btp, sarebbero quindi destinati a scendere solo temporaneamente, le autorità continuano esclusivamente a comprare tempo. Operativamente a mio parere il balzo dell’EuroUsd è occasione per comprare dollari, soprattutto in vista del nuovo meeting Fed e dell’appuntamento con la Bce di questa settimana. L’acquisto di opzioni  put con strike tra 1.20 e 1.15 a sei mesi su FXE, potrebbe dare ottime soddisfazioni se il mercato si muovesse nelle prossime settimane nella direzione da me ipotizzata, anche in considerazione della bassa volatilità implicita presente attualmente sulle put, che risultano a buon mercato.