A volte è tutto cosi chiaro che non sembra neppure vero. Ci sembra strana troppa precisione e coerenza nelle indicazioni del grafico che potremmo anche pensare che ci sia sotto qualcosa. In effetti, anche se potrebbe essere vero, le operazioni migliori si svolgono proprio quando il grafico è pulito, specifico, chiaro. Ogni trader ha il proprio punto di vista sull’osservazione del mercato e, sovente, succede che se alcuni propongono visioni long altri propenderanno per lo short. Se un motivo è valido per sperare in un rialzo, ce ne saranno altri cento altrettanto validi per prevedere un ribasso.

Questa mattina l’eurodollaro non si presentava cosi. Ma pronto a fornire l’indicazione che i prezzi avrebbero poi preso in fine mattina e nel primissimo pomeriggio. Non  che ci fosse chiarezza su dove il presso sarebbe andato, ma era chiaro che, presa una decisione, il prezzo l’avrebbe mantenuta per tutta la giornata o almeno gran parte di essa.

Si, perché quando il prezzo non si muove al di fuori di 70/80 pips per oltre due giorni, diventa necessario riportare un po’ di volatilità e dare un senso compiuto (profitto) alla fase di range che il prezzo ha sviluppato. La molla che si carica deve necessariamente liberarsi e quindi il prezzo si estende fino agli eccessi per poi recuperare. E cosi via… I mercati finanziari non sono altro che questo. Caricare, sganciare e ripartire. Cosi all’infinito. Senza sosta, senza cambiamenti.

Oggi il nostro Fiber già in prima mattina aveva chiamato lo short tentando l’assalto a 1.3260, poco sopra al livello di supporto della fase ad alta frequenza. Da qui, nuovamente long per ritestare questa volta 1.33, la resistenza del range. La rottura di 1.3250 ha sancito in definitiva l’uscita dal range, indicando il timing perfetto in vendita e portando il prezzo ad una prima pausa verso 1.3230. Pochi pips sicuramente, ma ad alta percentuale e con un rischio rendimento ottimale.

Ora, a rottura avvenuta, il prezzo non scapperà veloce verso 1.3200 direttamente. No, perché qualcuno avrà il bisogno di shortare ad un livello più alto, magari appoggiandosi ad un vecchio supporto, come per esempio 1.3260 e trasformarlo in resistenza per tentare nuovi allunghi.

Chiaro che i “bluff” potrebbero sempre esserci nel mercato e di conseguenza se il prezzo non continuerà a scendere allora si proverà a fare il contrario. E a quel punto, accertata la rottura di 1.3300 ne aspetteremo il re-test come supporto e compreremo.

Perché alla fine il gioco è sempre li… carica, slancio e pausa… il tutto svolto tra livelli di prezzo fondamentali che molto spesso sono sempre gli stessi. Anche a distanza di giorni, mesi e anni.

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Lucas Bruni