Lo so, cari lettori. Voi vorreste che io vi raccontassi che è tutto finito, che domani ripartirà il trenino, è che la nostra borsa raddoppierà nell’arco dei prossimi 12 mesi. Sappiate che vorrei scriverlo anche io, che vorrei essere super ottimista, che vorrei consigliarvi 100 buy sull’Italia ogni giorno. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno allora parliamo dei timidi piani per la crescita che in Francia, Germania e Spagna sono stati messi in cantiere dai rispettivi governi, l’immobiliare USA che dà sempre più segnali confortanti e l’economia che in termini di disoccupazione è ai minimi dal 2008 ad oggi e in termini di PIL è in positivo trimestre dopo trimestre. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto l’Europa periferica, alla quale noi apparteniamo a pieno titolo, ha solo oggi iniziato a metabolizzare il fatto che per risolvere i problemi la chiave di volta è la crescita, anche se in questo periodo storico tutti trovano più politicamente corretto parlare di “lavoro”, che comunque lo vogliate vedere viene incontro alle istanze culturali della parte socialisteggiante e cattolica della nostra cultura. Magari in un paese calvinista e protestante parlerebbero di “produttività”, ma qui da noi questa parola viene sempre interpretata in maniera sinistra. E non è un gioco di parole, qui per “sinistro” si intende “cupo”.

Però il dato di fatto è che il nostro indice è sempre laggiù, perso nel basso di un grafico che per essere analizzato non gli basta la curva del Ftse All Share che esiste da pochi anni e per risolvere il problema devi andare a scovare di nuovo fuori il Comit o l’Indice de Il Sole 24 Ore. Finché non ci sarà una rottura decisa del canale di congestione orizzontale in cui ci stiamo agitando.

La differenza di forza relativa tra il nostro mercato e i mercati azionari internazionali è devastante e basta guarda il grafico che posto qui sotto per rendersene conto:

A livello di singoli la situazione è immodificata rispetto ai precedenti editoriali: abbiamo il 95% del listino immobile mentre un piccolo pattuglione di titoli che mille volte su queste colonne abbiamo comprato e segnalato continua ad andare al rialzo. E molti li abbiamo presi proprio poco tempo fa. Per finire la lista della spesa segnalo i seguenti:

BANCA GENERALI: oggi ha stornato, andiamo in buy sui massimi di oggi a 17.08 stop

BANCA IFIS: ottima la forza relativa, stiamo vicini ai massimi storici, pronti a comprare 8.4 stop

TERNA: è sui massimi storici ma il grafico è talmente sporco che ce ne stiamo alla finestra. Sarà ovviamente l’errore del secolo.

Per il resto il nostro portafoglio italiano mostra ancora rendimenti modesti ma in caso di ripresa delle quotazioni questi titoli dovrebbero fare filotto perché sono i più forti per forza relativa. Sul portafoglio USA nessun commento: sempre alla grande come negli ultimi 3 anni.

Per maggiori informazioni www.emiliotomasini.it