Grazie  ai deficit produttivi platino e palladio dovrebbero risalire.

Il platino sta per denunciare per il 2013 il maggior deficit estrattivo . Parte di questa situazione è riconducibile ai forti acquisti effettuati dagli ETF sul metallo bianco. Inoltre l’utilizzo sulle marmitte catalitiche prosegue a tassi positivi, le marmitte rappresentano la destinazione del 60% della domanda di platino e del 91% di quella del palladio per Johnson Matthey, come riportato da forexcommodity.com da cui traiamo parte dei dati.

Il platino dovrebbe chiudere l’anno con un incremento della domanda del 5<%. Anche per il prossimo anno si prevede un deficit. Ma la situazione è ancora più rosea per il palladio, il cui deficit produttivo cresce continuamente, alimentato dal quasi azzeramento delle vendite russe. Inoltre, riporta  forexcommodity.com la sudafricana ABSA dovrebbe emettere un nuovo WTF sul metallo.

Questi dati sono più che confermati dal report di Société Generale pubblicato due giorni fa. SOGEN prevede che il prezzo medio del palladio possa salire da $ 740 a $ 850 per oncia. La crescita della domanda è prevista al 13%. Deficit produttivi previsti anche per il platino. Come conseguenza  la quotazione media per oncia dovrebbe salire a 1525 dollari per oncia nel 2014 e a 1590 nel 2015.

Per il palladio ,unico metallo prezioso ancora in attivo dall’inizio dell’anno, le previsioni sono per un prezzo medio di 850 dollari per oncia nel 2015 (835 nel 2014). Con queste premesse chi desidera investire in metalli caratterizzati da deficit produttivi conosce dove puntare per i suoi investimenti.

Guido Bellosta