Prendo spunto da una notizia uscita stamattina che riporta le parole di un nostro politico:


«Gli italiani non devono preoccuparsi dello spread perché è la differenza tra quello che deve pagare la Banca d’Italia su titoli di prima emissione e quello che paga la banca tedesca, e non ce ne può importare di meno». Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso di Uno mattina.


La Frase in se può avere senso, lo ripeto pure io che lo spread non è un dato assoluto ma relativo, quindi è bene concentrarsi sul COSTO del finanziamento e non sul DIFFERENZIALE dello stesso rispetto ad altri.

Quello in cui è difficile concordare è che non sia importante.

Infatti basandoci su un valore di riferiemnto, aggiungiamo il nostro rischio sistemico ed abbiamo il rendimento Italia , diciamo che invece che dire sono alto 170cm diciamo sono alto 10 cm piu’ di Mario, una volta stabilito che Mario è 160 cm la mia latezza viene derivata.

Se tutti gli amici supposto “Mario” sia il riferimento di tutti misurano la propria altezza in termini di CM piu’ o meno di Mario va da se che possiamo facilmente metterci in fila per la foto in ordine di altezza.

Se inoltre dovessimo fare un grafico delle altezze invece che partire da 0 centrimetri potremmo fare un chart da 160 cm (da cui passa l’asse delle X) e vedere chi sta sopra o sotto il valore di Mario.

Passando ai tassi, intanto diciamo che si parla sempre di SPREAD sui titoli decennali, cosa abbastanza inutile in quanto lo stock di debito nuovo viene riemesso a termini piu brevi e quindi tale numero non è rappresentativo di quanto sia realmente il differenziale di costo per il debito italiano.



Se aggiungiamo il grafico dello spread o differenziale vero e proprio otteniamo la riga BLU scura, che mostra come il brevissimo della curva (zona in cui i governi si rifinanziano) sia tenuto sotto controllo dalla BCE mentre la parte più lunga sia in area 2.70% media di costo in piu’ che la germania.


Il differenziale quindi non è totalmente ininfluente, solo fuorviante in alcune visioni:

se il tasso tedesco per esempio a 4 anni salisse a 2.9% e il nostro spread scendesse a zero, non avremmo alcun beneficio sulla scadenza, pagheremmo sempre 2.9% per finanziare il Tesoro. Stesso discorso se il tasso tedesco scendesse a zero sul 4 anni e lo spread salisse a 290.

Quindi per un ottica comparativa e vedere dove si posiziona il rischio percepito dagli investitori sul nostro paese lo spread ha un senso ad esesre citato,

Per il costo del rifinanziamento del debito la curva rendimenti italia rappresenta meglio quanto paghiamo.

L’emissione di brevito a breve termine (fino a 2 anni) in questo momento presenta basso spread e basso tasso…e porta a risparmi in linea interesse.

Le dinamiche di emissione del nuovo debito da parte del Tesoro rispecchiano pero’ anche altre esigenze di scadenza dei finanziamenti, quindi non sempre possono essere sul brevissimo.


Concludendo, lo spread non è il parametro adatto a rappresentare il costo del debito pubblico, mentre è adatto a rappresentare il livello di percezione di qualità del debito pubblico.


Se andiamo a vedere il grafico del costo della viata MUICP di Europa 17 paesi:

pare chiaro che i rendimenti tedeschi siano inferiori alla perdita di valore dovuta al salire dei costi al consumo e quindi non sostenibili.

Quelli italiani paiono invece adeguati a fornire un rendimetno di circa 2% over inflation che è un po lo standard storico del debito italiano.