L’obiettivo di costruire un portafoglio che abbia una volatilità ridotta viene perseguito cercando di acquistare degli strumenti finaziari tra di loro “decorrelati”. Ma praticamente come si riesce ad ottenere un buon risultato? Quando ad esempio i mercati azionari iniziano a calare come faccio a proteggermi da perdite generalizzate su tutti i miei titoli in portafoglio ?

Qualcuno direbbe di adottare la cosiddetta rotazione settoriale, ma l’efficacia è ridotta, ed anche la diversificazione geografica azionaria non è la soluzione ideale. Ho cecato quindi di capire quali strumenti scegliere ed ho condotto un test molto semplice dove vado a calcolare la correlazione  dell’oro, delle azioni aurifere e dei titoli governativi americani a 15-18 anni, rispetto all’indice S&P 500.

Bene i risultati sono evidenti nella figura. La prima osservazione da fare è che le corrrelazioni variano nel tempo chi più chi meno e tra questi 3 assets quello stabilmente meno correlato alle azioni americano sono le obbligazione a 15-18 anni. L’oro ha una correlazione inferiore delle azioni aurifere rispetto all’incice S&P 500, ma la sua variabilità è piuttosto accentuata.

La volatilità, misurata con il Vix nel nostro caso, sarebbe un’asset molto efficace, peccato che gli etf presenti sul mercato di fatto non sono efficenti nel replicare questo fenomeno per cui le uniche due strade percorribili sono quella di utilizzare i futures o le opzioni, ma a questo punto ci fermiamo perchè  la complessità diventa notevole e quindi questa è una strada percorribile solo dai professionisti del mestiere.

David Ricardo