Siamo all’assurdo. Anche la stampa internazionale si scatena contro la ridiscesa in campo di Berlusconi, scrivendone peste e corna, in nettissima contrapposizione agli elogi sperticati a Monti, il salvatore dell’italietta dei privilegi.

Tralascio le vere idiozie che scrivono quotidiani blasonati come il Bild, il Faz, il Financial Times, l’Economist e via di seguito, ma suggerisco solo a questi editorialisti di andare sul sito ISTAT e leggere due numeri prima di mettersi a scrivere.

E poiché un grafico vale più di mille parole, iniziamo:

Questo è il nostro PIL, e ieri sono usciti i dati riferiti al terzo trimestre 2012: un bel -0.2% su base trimestrale che porta a -2,4% la variazione sul terzo trimestre 2011. Questa è la crescita poderosa che abbiamo avuto grazie ai miracoli di Monti. Dopo il picco del IV trimestre del 2010 il PIL non ha fatto che scendere, sia che ci fosse Berlusconi sia che ci fosse Monti.

Questo è il nostro tasso di disoccupazione, che veleggia con costanza verso nuovi massimi; a ottobre del 2011 eravamo poco sotto il 9%, a ottobre 2012 siamo oltre l’11%. Questa è la seconda fotografia della poderosa crescita frutto delle misure del governo Monti.

E per finire questa è la nostra produzione industriale, che cede di un bel -1,1% su base mensile e letteralmente sbraga di un -6,2% su basse annua. Sì, però dal minimo di agosto c’è un inversione del trend… Ah beh, allora…

Ma per favore! E’ evidente che tutto il fervore mediatico che si è rimesso in moto da qualche giorno a questa parte ha un solo scopo: spostare la nostra attenzione dal fallimento delle misure sinora adottate, allo spettro del baratro stile Grecia, per farci digerire (e considerare un male necessario) le pesantissime manovre fiscali già attuate e quelle che verranno.

L’Europa “core” ha interesse a che l’Italia continui a fungere da bancomat, Germania in primis, che grazie all’introduzione dell’Euro è riuscita a far importare ai paesi periferici debito estero (in marchi per l’esattezza, perché l’Euro altro non è che un marco travestito), rimettendo in equilibrio la propria bilancia dei pagamenti (che era fortemente sbilanciata verso l’interno), a scapito dei paesi più deboli.

Ricordiamoci che l’Europa e l’Euro sono stati fatti sopra le nostre teste, non ci è stato chiesto di esprimere un voto: ci è stato imposto, punto. Un uomo come Monti alla guida dell’Italia è garanzia che il “sogno” europeista, nato oltre un decennio fa, possa proseguire. Questo perché, nonostante siamo ormai un Paese allo sbando, siamo sempre (nostro malgrado…) la terza economia europea, e se ci mettiamo di traverso… per l’Europa “core” son dolori.

Scusate lo sfogo.