Esaurita la rassegna delle principali tipologie di ordini che il trader ha a disposizione per operare sui mercati finanziari, esaminiamo in questo articolo il significato di alcuni termini ricorrenti quali, appunto, il “target” lo “stop loss” e il “trailing stop”.

Target. Il termine target è comunemente utilizzato dal trader per indicare il livello al quale la posizione sarà chiusa, in tutto o in parte, in guadagno. Dunque si tratta, per così dire, di un termine “amico”. Nel momento in cui il target viene raggiunto automaticamente il trader sa che ha realizzato un guadagno. Ovviamente il trader può decidere di chiudere una posizione in qualunque momento con un ordine market, oppure può inserire il target già al momento dell’apertura dell’operazione utilizzando un ordine limit.

Stop-loss.  Lo stop loss è il livello sul quale il trader posiziona un ordine di uscita dal mercato nel caso l’operazione non vada per il verso giusto. Si tratta quindi di un ordine che, se colpito, porta ad una perdita per il trader. Per tale motivo non è molto ben visto ed è male tollerato – a torto – soprattutto dai neofiti. Si tratta invece di una componente essenziale del trading perché utilizzare lo stop loss equivale a proteggere il proprio capitale. Se, infatti, è pur vero che chiudendo una operazione in stop loss si realizza una perdita, ciò eviterà che quella perdita, oltretutto già preventivata come possibile al momento dell’apertura della posizione, possa ingigantirsi a tal punto da erodere tutto il capitale a disposizione per il trading rendendo di fatto impossibile proseguire l’operatività. V’è molto da dire sullo stop loss e sicuramente torneremo ad affrontare questo concetto nel prosieguo di questa rubrica.

Trailing Stop. Il trailing stop è un tipo particolare di ordine di chiusura dell’operazione utilizzato per modificare  il prezzo di uscita di una posizione in base al movimento dei prezzi. Sotto il profilo terminologico, poi, il termine  trailing stop sta ad indicare una particolare modalità di gestione della posizione. In pratica si tratta di mettere in atto il famoso detto “taglia le perditi e lascia correre i profitti”. Operativamente il trailing stop opera nel modo seguente: una volta aperta la posizione, supponiamo di acquisto, anziché posizionare un target ad un determinato livello (con un ordine limit) semplicemente alzeremo il nostro stop loss via via che il mercato si muoverà nella direzione voluta. Un esempio vale più di mille parole. Supponiamo di avere acquistato Fiat a 6,00 di avere immesso uno stop loss a 5,90 come nel grafico che segue

trailing-stop

Il prezzo si muove verso l’alto e Fiat raggiunge il livello 6.15. A quel punto muoveremo verso l’alto il nostro stop loss e lo porteremo a 6.10. Se Fiat dovesse indietreggiare ora non perderemo più, anzi realizzeremo un guadagno. Fiat prosegue la sua corsa verso l’alto, prima toccando 6,25, poi 6,35, quindi 6,45 e infine 6,55. Il trader accorto potrà seguire in trailing stop l’operazione, muovendo rispettivamente l’ordine di uscita (stop order) prima a 6.20 poi a 6,30, quindi a 6,40 e infine a 6,50. In sostanza si inseguono i prezzi ogniqualvolta il titolo si muove di una certa unità (nell’esempio 10 tick)  e mantendosi ad una distanza fissa dal prezzo fatto segnare in quel momento.L’operazione sarà chiusa, appunto in trailing stop, se e soltanto quando il prezzo dovesse tornare indietro sino a colpire il livello su cui, da ultimo, si è posizionato il trailing stop. Nell’esempio fatto il livello è di 6,50.

E’ chiaro che è solo un esempio di scuola e che le tecniche per impostare e gestire un trailing stop sono le più svariate. Certe piattaforme di trading consentono anche di impostare un trailing stop automatico, che si muove con le modalità preimpostate dal trader.

Target, stop loss e trailing stop devono sempre essere presenti  nel  piano di trading del trader accorto: si tratta di concetti da considerarsi inscindibili se si aspira ad un trading profittevole.

Bruno Moltrasio