Una strategia di recovery per portafogli gia investiti che hanno subìto una discesa è quella del dobule up.

Consiste in una struttura di derivati o di azioni/derivati che aumenta la velocità di apprezzamento del portafoglio a rialzo (fino ad un certo punto), e resta invariata a ribasso.

Viene costruita generalmente a costo zero per non impattare sul costo dei titoli ma anche a credito se le condizioni di mercato lo consentono.

ma veniamo alla costruzione più banale esaminando un portafoglio di un investitore che vuole comprare 1000 azioni di banca intesa al prezzo corrente (26 agosto ore 10:00)

Inseriremo nel portafoglio

+ 1.000 Banca Intesa Ord @ 1.1420

+ 1 lotto call 1.15 @ 0.1350

- 2 lotti call 1.30   @ 0.0700

L’operazione ha costo zero comrpese le commissioni in quanto incassiamo 0.1400 dai premi venduti.

Se Intesa scende, abbiamo in carico le 1000 azioni che l’investitore ha chiesto di inserire in portafoglio.

Se intesa sale entro ottobre il payoff della struttura e’ DOPPIO rispetto alla sola detenzione del sottostante fino al raggiungimento dello strike superiore (1.30).

Supponiamo il caso migliore per cui Intesa risalga a 1.3000 alla scadenza.

Col solo sottostante l’investitore incasserebbe 1.30 – 1.1420 = 0.158 ovvero 158 euro (x 1000 azioni)

Con la double up incassa invece

1.30 – 1.1420 dal sottostante   (158 Eur)

0.0050 * 1000 di differenza premio iniziale (5 euro)

0.15 * 1000 dalla differenza fra gli strike del callspread inserito in portafoglio  (150 euro)

in totale  313 Euro che sono all’incirca il doppio del solo sottostante da cui il nome double up (raddoppio a rialzo)

Il costo dell’oeprazione è zero in termini economici e in termini di opportunità il cedere la zona di utile superiore a 1.30 che se consideriamo il payoff totale alza il breakeven rispetto al solo acquisto del sottostante a  1.1420 + 0.313 = 1.4550.

Ne consegue che solo se intesa sale di oltre il 27.5% in un mese e mezzo la strategia è meno conveniente del buy and hold.

Professionalmente si utilizza la strategia che non presenta costi aggiuntivi per il cliente come “raddrizzatore di banane” nell’esame di portafogli svalutati: un modesto rialzo riporta il cliente in prezzo sui titoli detenuti, a velocità appunto doppia rispetto al mercato.