Coloro che avevano previsto un’estate tranquilla per i mercati finanziari hanno fatto centro. Sono  trascorsi luglio e anche buona parte di agosto, nessuna preoccupazione degli operatori, nessuna esplosione di volatilità in stile 2011, niente di niente, anzi, se guardiamo agli indici azionari della disastrata Europa,  possiamo notare che godono di ottima salute; in particolare il Ftse Mib italiano, ha guadagnato il 17% nelle ultime 8 settimane, se poi controlliamo il famigerato spread, non possiamo non rilevare che è ai minimi da due anni, ben sotto quota 250 mentre anche il rendimento del titolo decennale italiano è in riduzione, anche se resta sopra il 4%.

SSSS Fste mib

SSSS BTP fut

Dall’altro lato dell’oceano, in Usa,  le ultime due sessioni della scorsa settimana invece sono state caratterizzate da un certo nervosismo. L’S&P500 si è infatti allontanato dai massimi assoluti fatti segnare ad inizio agosto poco sopra quota 1700 e ha chiuso in area 1650. Il focus tuttavia, come ho avuto modo di segnalare più volte ultimamente, resta sui rendimenti dei bonds governativi, che hanno subito una pericolosa impennata negli ultimi giorni. Il decennale rende infatti il 2.82% e sarei molto curioso di conoscere l’entità delle perdite che la Fed sta subendo a causa di questi movimenti.

SSSS T-note yeld

Lo so che a volte posso risultare ripetitivo, ma bisogna che sia ben chiaro che l’acquisto dei nostri bonds, è in parte dovuto ad un travaso su titoli dai rendimenti appetibili anche se più rischiosi, in momentanea sostituzione di quelli a stelle e strisce, e non a qualche luce in fondo al tunnel vista da qualche nostro ministro.

La questione torna velocemente sugli effetti che si potrebbero avere in caso di “tapering”. Il mercato dei titoli di Stato più grande del mondo infatti, inizia a scontare con una certa ansia la possibile interruzione o quantomeno il ridimensionamento dell’acquisto mensile da 85 bn che la banca centrale Usa effettua da oltre un anno proprio su bonds e mercato dei mutui. Guarda caso, le pesanti vendite di operatori internazionali sono giunte alla vigilia della settimana in cui è prevista la riunione annuale dei più importanti banchieri centrali a Jackson hole. Gli operatori sono già concentrati su questo appuntamento e aspettano, come spesso avviene a margine dell’evento,  la prossima rassicurante mossa di Bernanke, altro ossigeno sotto forma di stampa di moneta, di cui ormai, sembra non si possa proprio più fare a meno.

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