In fin dei conti lo avevamo ipotizzato. Da mercoledi, ormai il famoso mercoledi figlio delle parole del dottor Bernanke, un forte impulso di acquisti in favore di dollari sta dominando la scena. Proprio nell’articolo di inizio settimana si ipotizzava la possibilità di posizionarsi short su eurodollaro, ed eventualmente anche su sterlinadollaro, in caso di re-test dei minimi della settimana passata. Cosi è stato e la tendenza fortemente ribassista degli ultimi giorni ha fatto il resto.

Oggi abbiamo avuto anche la resa dei compratori in zona 1.3050, lasciando terreno fertile per le escursioni dei venditori che ora puntano diretti a 1.3000. È chiaro quindi che ormai si procederà in questa direzione senza un qualcosa che possa invertire la direzione e di conseguenza il nuovo segnale di vendita potrebbe arrivare proprio li, nei pressi di 1.3050, ma questa volta come resistenza e non break-out.

Viste alcune divergenze, ed in particolare quella con il Macd con i classici settaggi, e alcuni livelli tecnici di supporto potremmo pensare per le prossimo ore ad una correzione tecnica per poi ripartire in direzione del trend in atto. Ma ad ogni modo la forza resta short e chi lo sa che non sia ripartito un affronto agli ormai lontani minimi di aprile che avevano segnato una probabile ripresa per l’euro che in questo momento sta venendo meno.

I metalli, dal canto loro, soffrono ugualmente la forza del dollaro. Anche nella mattinata di oggi si sono registrati pensati ribassi del prezzo dell’oro riportando il valore del metallo giallo a metà strada, ovvero a metà della corsa rialzista che aveva portato l’oro a quotare oltre i 1900 dollari per oncia. Oggi l’oro vale solo 1233 ogni oncia e il grafico non lascia spazio a troppe immaginazioni.

Loris Zoppelletto