Questo 2013 si sta aprendo in un modo strano e sospetto sui mercati:

ecco alcune riflessioni di cose che non tornano:

1) la vicenda MPS ancora da chiarire del tutto ma che getta ombre sulle certezze di bilancio delle azioni quotate e che denota punti oscuri che minano la credibilità del listino

2) bond che rendono meno dell’inflaizone in un pompaggio di liquidità artificiale che risulta in una strisciante monetizzazione del debito

3) USA che sta per aumentare il proprio debito pubblico con un ennesimo rialzo del tetto di spesa

4) rimando delle norme di Basilea 3 perchè è assodato che le banche avrebbero avuto problemi a doverle rispettare (notiza di per se drammatica ma che ha fatto al cotnrario infiammare il listino settoriale)

5) fortissima distorsione dle premio di rischio su junkies e subordinated, in una folle corsa a vendere CDS da parte dei privati per cercare di recuperare con il rischio di credito quanto perso nel rendimento con la discesa dei tassi di interesse che non coprono il CPI

6) lotta all’ultimo sangue sulla svalutazione competitiva, con un giappone che cerca in tutti i modi di indebolire da propria divisa per dare fiato all’economia

7) dati cinesi che pongono dubbi sulla loro accuratezza da aprte degli analisti (in attesa di conferma con quelli successivi)

8) governo che parla di ripresa in atto (io non la vedo ma magari solo nella mia città i negozi chiudono e la gente va nel centro commerciale per il WIFI gratis e ne esce con le borse vuote o al massimo compra i beni in 3×2 del settore pu8lizia casa ed alimentari), mentre confindustria lancia un allarme sull’economia.


Aggiungiamo le borse ai massimi di anni e la volatilità implicita ai minimi storici ed otteniamo i presupposti per una “tempesta perfetta”.

Tutte le manovre in atto non sono strutturali ma rimandano in avanti il problema, come già scritto in un esperimento sociale mai tentato prima.

Come detto, siamo in rianimazione, con tutto il mondo in terapia intensiva.

Ora piu’ che mai CASH IS KING.

I bond sono sopravvalutati, il rischio emittente non è remunerato, le borse sono alte aspettando una ripresa che non arriva, sostenute da denaro digitale.

Meglio stare alla finestra specie sull’italia in attesa di un voto che pare frammentato, che potrebbe porre forti problemi di governabilità.