Quanti trader seguono le medie mobili? Sicuramente molti, vista anche la loro efficacia, se riferite a time frame di lungo periodo.

Osservando il grafico sotto riportato, è possibile evidenziare un potenziale pericolo per l’investitore: fiducioso dello strumento, in una fase ribassista del mercato, può decidere di andare short in prossimità della media mobile a 200 periodi, per cogliere sin dalle fasi iniziali un possibile movimento bearish.

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Sfortunatamente questa decisione avrebbe però portato a gravi perdite.

Nelle fasi precedenti, osservabili nel grafico, in prossimità delle resistenze si è assistito ad una discesa del valore dell’indice: queste hanno svolto dunque funzione di “tetto” al di sotto del quale giustificare un’operazione short. Nella media a 200, questo non è però avvenuto: invece di proseguire in discesa, l’indice ha rotto la resistenza, dando inizio ad un movimento rialzista. I danni per coloro che hanno voluto anticipare il mercato, prevedendo un ribasso, sono stati elevati, con gravi perdite economiche. In questo caso un movimento simile a quelli che lo avevano preceduto è poi evoluto verso esiti differenti. La somiglianza dei movimenti può facilmente aver prodotto un pensiero del tipo: “Anche stavolta la resistenza verrà toccata e il valore riscenderà, di conseguenza andando short riuscirò a prendere tutto il successivo movimento ribassista”. L’analogo andamento ha facilitato il ricorso a metodi decisionali più intuitivi e impulsivi che però non hanno portato ai risultati attesi. Se per noi il ciclo “raggiungimento della resistenza – discesa – rottura del supporto e riavvicinamento alla resistenza – discesa” assume l’aspetto di view generale del periodo, diventerà per noi rappresentativo dell’andamento del mercato. La rappresentatività si manifesta nel considerare in maniera analoga eventi con caratteristiche simili (in questo caso uno specifico andamento). Così in una situazione analoga, quale ad esempio quella evidenziata, saremo propensi a riproporre quella decisione anche se non pienamente giustificata. Anche il senno di poi è un bias cognitivo per il quale a posteriori tutto sembra più logico e chiaro di quanto non lo fosse nel momento della decisione: affermare la probabilità di un evento dopo il suo verificarsi è un gioco assai semplice (in realtà è questo ciò che fanno molti analisti e trader, anche esperti), pertanto non si parla qui della possibilità o meno di fare quell’operazione quanto se si avevano tutti i dati per aprirla adeguatamente. Di fronte ad una situazione simile è lecito avere una visione short ma la certezza, seppur aleatoria, possiamo cercarla solo nel mercato e nei suoi segnali. Se da una parte si prospetta un proseguimento ribassista, dall’altra la possibilità di un rialzo era contemplabile, in special modo fino al momento in cui non fosse avvenuto effettivamente un pull-back. Attendere la conferma della rottura (o no) della resistenza è allora essenziale perchè è la potenziale conferma di quello che sarà lo sviluppo successivo. Sì potrebbe replicare che in tal modo il rischio è di perdere parte del movimento: quanto allora è costato non attendere la sua conferma? L’anticipazione e il rischio sono parte fondamentale del lavoro di un trader, ma questo non vuol dire autorizzare condotte operative azzardate. Agire osservando l’evoluzione del mercato giustifica, anche in caso di perdita, una operazione: anticiparne i movimenti seguendo una sequenza mentale soggettivamente rappresentativa, seppure verosimile, rischia invece di giungere a perdite notevoli e risultati insoddisfacenti.