Da un po’ di tempo si parla con grande enfasi di unione bancaria e le dichiarazioni dei politici di turno tendono a farla apparire come la soluzione a molti dei problemi dell’Europa senza spiegarci mai in cosa consista.  Si tratta di un  meccanismo che punta ad avere regole uguali ed un organo supremo di controllo per tutte le banche facenti parte dell’UE, tendente a centralizzare ancor di più  il potere nelle mani di pochi burocrati non eletti, togliendo un’altra fetta di discrezionalità e potere sovrano ai singoli Stati.

Ci sono molte cose però che i nostri cari Letta, Saccomanni e fautori del “ce-lo-chiede-l-Europa” .  si guardano bene dal dirci e una di queste riguarda il cambio dei criteri con cui avverranno i salvataggi bancari d’ora in poi.

Prima di descrivere il meccanismo del “bail in”, faccio un piccolo passo indietro tornando  a tre mesi fa,  ricordando come avevo commentato la vicenda riguardante il salvataggio delle banche cipriote. Il 19 marzo infatti scrivevo : “Ma ora veniamo al caso Cipro. Un gruppo ristretto di Euroburocrati (non eletti), dovendo occuparsi del salvataggio di Cipro (Pil inferiore all’1% dell’Eurozona),  ha deciso di attuare un vero e proprio blitz , imponendo alle autorità locali di espropriare i conti correnti delle banche con sede in quello Stato, attraverso un prelievo forzoso. Che la cosa fosse stata studiata a tavolino è lampante, visto che è stata annunciata durante lo scorso week end alle porte di un lunedì festivo. Per essere sicuri che non ci fosse alcuna fuga di capitali (eccetto quelli già spostati da parte di chi sapeva), si è disposto il blocco di ogni transazione elettronica on line e la chiusura degli sportelli fino a giovedì.

Gli elementi che colpiscono immediatamente sono almeno un paio:

 a)      Il prelievo diretto dai conti correnti dei cittadini, prima ancora di passare attraverso la trafila di manovre lacrime e sangue, tasse , tagli ai servizi essenziali e quant’altro. In questo modo si evita di trovare i conti prosciugati e sistema, per chi lo sta attuando, appare molto più efficace.

b)      L’immediata propaganda partita ieri, attraverso i media, tesa a tranquillizzare non tanto i ciprioti, quanto i correntisti degli altri Stati periferici europei, del fatto che non vi sia alcun rischio di contagio, perché questo è un caso particolare che resterà isolato.

Ora poiché di esempi in cui le autorità hanno negato il rischio contagio, sbagliando o mentendo clamorosamente, abbiamo visto che ce ne sono eccome, la domanda non è se potrà toccare anche a noi . La vera domanda è: tra quanto tempo succederà ? “

Ebbene, a quella domanda , che poteva sembrare quella di un esaltato complottista, l’EU sta dando risposta appena tre mesi più tardi.  In realtà un assaggio lo avevamo già avuto a fine maggio, quando i clienti della spagnola Bankia hanno visto svalutare le azioni ricevute in cambio dei loro depositi del 50%. Adesso però il meccanismo è stato ulteriormente affinato e lo dimostra la dichiarazione festante del ministro delle Finanze olandese Dijsselbloem, dopo la riunione di questa notte: “Per la prima volta abbiamo trovato un accordo su un significativo bail-in che protegga i contribuenti degli Stati”.  Bene direte voi, era ora, finalmente non verranno più sprecate risorse dello Stato per salvare le banche.  Peccato che i contribuenti siano anche i depositanti delle banche stesse da salvare e che il meccanismo da adesso preveda per legge che si possa mettere mano finanche nei depositi dei correntisti per effettuare salvataggi bancari , visto che dovranno avvenire tramite risorse interne (Bail-in).

Non è ancora chiaro ? Beh allora cerco di spiegarlo ancora meglio: avete presente quello che è successo a Cipro ? Da adesso, si potrà utilizzare lo stesso metodo anche in tutti gli altri Stati della UE, in caso di necessità.  In un caso tipo MPS ad esempio, i 4 mld necessari a rimpolpare le casse, saranno reperiti espropriando capitali in primo luogo ai possessori di azioni, poi agli obbligazionisti e infine, se ne sarà bisogno, prelevando comodamente con un click (magari durante un week end), i soldi dai conti correnti di chi possiede oltre 100.000 Euro  (per ora, ma potete giurarci, il limite sarà presto abbassato o annullato).