La giornata di ieri è stata caratterizzata da due momenti salienti che meritano un breve commento. In primo luogo le parole di Draghi durante la conference call a margine della riunione mensile di politica monetaria della Bce, che hanno provocato un’ondata di vendite sul listino azionario italiano e ancor di più sui titoli di Stato dei piigs, in mancanza ad esempio di annunci su manovre non convenzionali in aiuto delle Pmi, che il mercato attendeva.

L’altro momento, poco prima delle 18.00, quando sono partite vendite generalizzate di dollari Usa sul mercato dei cambi, che hanno portato con un movimento piuttosto violento ed improvviso l’Euro sopra quota 1.32, l’Usd/Yen sotto quota 97 e hanno permesso il recupero , seppur temporaneo del  Dollaro Australiano. Analizzando questi movimenti, verrebbe da pensare che qualcuno possa aver saputo in anticipo il risultato dei dati di oggi sull’occupazione Usa, ma volendo eliminare i complottismi, potrebbe essersi trattato di ricoperture, dopo i movimenti prolungati nel senso opposto delle scorse settimane.

Di sicuro i non farm payrolls in uscita oggi alle 14.30 potrebbero determinare un ulteriore innalzamento della volatilità su mercati già nervosi, soprattutto in caso di risultati a sorpresa, nell’uno  o nell’altro senso. Dati brutti, potrebbero quindi far proseguire le vendite di dollari e viceversa. Per quanto concerne le borse, il discorso è un po’ più complesso perché entrano in gioco anche le dinamiche relative alle aspettative di fine o prosecuzione del QE da parte della Fed.