In questa rubrica ho parlato spesso e volentieri dei gestori Long-Short equity, ovvero di quei gestori che per generare un rendimento comprano azioni che ritengono sottovalutate e vendono ( allo scoperto o attraverso i CFD) azioni che ritengono sopravvalutate. Questi gestori dovrebbero essere in grado di generare rendimenti positivi a prescindere dal fatto che il mercato possa salire o scendere poichè quello che conta è che la loro analisi sia corretta. Ricordo che lo scorso anno mi ero già soffermato su questa tecnica di gestione dedicandovi un apposito post su Lettera di Borsa  (e la si può ancora trovare in archivio…). Questa volta invece vorrei soprassedere sulla parte teorica e affrontare a titoli esemplificativo in cosa consiste l’operatività di queste gestioni. Ad esempio, se il gestore ritiene che  Vodafone sia un titolo che quota al di sotto delle sue reali potenzialità, mentre la Deutsche Telekom viene scambiata ( sempre secondo il suo personale parere) a dei multipli che non giustificano il reale andamento della compagnia, potrà prendere contemporaneamente posizione al rialzo su Vodafone e al ribasso sulla DT.

Ipotizziamo 1000 euro su ciascun titolo. Dopo tre mesi, il mercato azionario  avrà  corretto del 15 %, ma … mentre la DT ha subito un vero e proprio tracollo del 25 %, la Vodafone, si è difesa perdendo “solo” il 10 %. Benissimo, il nostro gestore guadagnerà il 15 % ( di fronte ad un ribasso del mercato della stessa entità), generato dal differenziale di rendimento dei 2 titoli : i 1000 euro investiti in Vodafone sono diventati 900, mentre i 1000 euro investiti sul ” Contract For Difference ” DT, sono diventati 1250 . Totale 1150.Ovviamente questo accade  in un mondo ideale , normalmente  i gestori scelgono piu titoli sui quali investono percentuali intorno al 2-3 % , raramente superano il 5, salvo particolari casi dove hanno convinzioni fortissime.

Ma nella realtà , poi cosa succede ?Ho voluto prendere in esame tre gestori Long-Short che ho in portafoglio da anni e che considero tra i migliori professionisti del settore: Nicolas Walewski, Gianmarco Mondani ed Enrico  Camera.

Potete verificare l’andamento dei loro fondi contro l’Eurostoxx da inizio anno

WDIMIXD-YTD

Ecco poi il grafico che mostra le performance dei fondi  dal 2011 ( anno in cui i mercati crollarono) ad oggi.

WDIMIXD-3Y

Mi sembra evidente che possiamo tranquillamente affermare che sono oggettivamente indipendenti dall’andamento dei mercati.

Ovviamente, anche loro ogni tanto subiscono dei momenti di difficoltà, ovvero dei periodi laterali, dove magari fanno più 2 o meno 2 % per qualche mese. Di solito questi momenti sono legati a fasi di mercato ” drogate” , dove i fondamentali contano meno e l’andamento dei titoli è legato a fasi di ricopertura dei prezzi dopo situazioni di stress, tipo default o crisi politiche.

Ma quando poi i  mercati si normalizzano, i veri valori delle azienderiemergono  e pertanto diventa più semplice distinguere vincitori&vinti, come in tutte le fasi dell’economia che conosciamo.

Due parole infine su Nicolas Walewski. Dal 15 di maggio questo fund manager londinese tra i più apprezzati su scala internazionale è diventato il gestore del fondo Plurima European Absolute Return ( che fa parte da sempre della mia griglia d’investimento). D’ora in poi finalmente anche l’investitore retail italiano potrà acquistare un prodotto a “gestione Walewski”, a partire da 1000 euro investibili.

L’indicizzazione del prodotto Plurima European Absolute Return Classe Retail al master fund istituzionale di Walewski, l’ Alken Absolute Return , mi sembra assolutamente perfetta.

PLEABRE

Ed ecco infine le consuete performance settimanali dei fondi che utilizzo paragonata a quelle delle “big four”

PORTFOLIO 080713