Buongiorno a tutti i lettori,

Oltre il 70% delle ricchezza finanziaria degli italiani è investita in strumenti  riconducibili ad  obbligazioni.  L’esperienza fatta negli ultimi anni nel seguire famiglie ed imprese mi ha portato alla conclusione che in pochissimi casi  gli investitori si rendono conto dei rischi e delle opportunità offerte dalle obbligazioni. Ancora oggi sono considerate strumenti prettamente statici ( da comprare e portare a scadenza) e troppo spesso sono considerate a torto  “strumenti sicuri”.

La parola più ricorrente è “ sicuro”,    ma cosa vuol dire sicuro ?

La novità eclatante che ha caratterizzato  la prima decade del millennio  è che il concetto di “sicuro”  è definitivamente evaporato, i default si sono  susseguiti  con una progressione crescente.   Tra i più famosi  che hanno investito gli investitori del nostro paese; ARGENTINA , PARMALAT, LEHMAN BROTHERS,  GRECIA e adesso a chi tocca ?

Di fronte a questi eventi incalzanti spesso i risparmiatori hanno erroneamente  reagito con la paralisi.  Basta investimenti ! tutti i soldi sul conto corrente o  su strumenti liquidità offerti dalla banca.  Peccato che però questo comportamento  si porta dietro il rischio controparte banca, oggi è chiaro a tutti che anche una banca può non adempiere ai suoi obblighi e fare default.  Poco credibile è anche la copertura del fondo di garanzia dei 100.000 euro sempre sbandierato a supporto di offerte e collocamenti.  Se dovesse diventare inadempiente una grossa banca è evidente che questa copertura non potrà essere garantita neanche dallo Stato che ha già i sui problemi a collocare i  titoli del debito pubblico.

Ecco allora  che la prima conclusione  è che il rischio non può essere annullato, và gestito.  

Un mio collega dice che   è  come con babbo natale, quando scopri che non esiste ci resti male.  Ma  prima o poi lo scopri ed è una di quelle notizie che comunque segna la fine dell’infanzia e ti fà crescere.

La seconda  conclusione è che per gestirlo bisogna acquisire un bagaglio culturale minimo,  che metta in condizione l’investitore di conoscere le variabili da considerare prima di approcciare un investimento obbligazionario.

Ecco allora che la missione delle mie pubblicazioni delle prossime settimane sarà quella di cercare di accrescere il bagaglio culturale relativo agli investimenti in obbligazioni. Quali  i rischi, quali strumenti utilizzare per le scelte, quali le logiche per   costruire un portafoglio obbligazionario.

L’obiettivo sarà duplice,  per i più volenterosi acquisire del  know how   per arrivare a fare da soli.  Per  tutti, quello di acquisire un know how minimo che vi consenta quanto meno di prendere le “misure” del vostro consulente finanziario, promotore o dipendente di banca che vi segue abitualmente per gli investimenti.   Imparerete a parlare una nuova lingua o a migliorare quella che già parlate e questo vi consentirà quanto meno di capire se il vostro interlocutore abituale la parla almeno meglio di voi.

I miei intereventi saranno prettamente didattici,  chi cerca formule segrete per raddoppiare il proprio denaro o soffiate per avere  l’obbligazione giusta al momento giusto resterà deluso.  Chi  invece  ha ambizione di migliorare la propria conoscenza  in questo campo spero possa trovarne utilità.

Benvenuti a bordo  a tutti  coloro che verranno intraprendere questo viaggio !

Fabrizio Badariotti      fabrizio.badariotti@gmail.com