Cari lettori,

non posso esimermi questa settimana di fare un intermezzo rispetto al percorso formativo sulle obbligazioni, restando in tema voglio dire la mia sulla crisi dell’euro

leggete con attenzione  questo periodo poi vi spiegherò di cosa si tratta

“ Il  debito è ovunque ed è presente in dosi esagerate, negli  stati sovrani, nelle  imprese , nelle  famiglie,  negli enti locali.  La sfida principale per il prossimo futuro per gli asset manager è quella di riuscire  a controllare in modo molto stringente lo stato di salute del debitore  ed essere molto veloce a lasciare le posizioni sui debitori che presentano veloce degradamento  delle posizione finanziaria. Il caso Grecia pensiamo che sia solo il primo di una lunga serie di “crisi” del debito che interesserà  anche grosse società  corporate e stati sovrani che potranno trovarsi costretti a  ristrutturare il loro debito.   D’altronde se la liquidità non la ritireranno le banche centrali rialzando i tassi, saranno inevitabilmente  i default e i fallimenti a “ bruciare in modo concentrato” la liquidità  in eccesso”

Qualcuno dirà, bhe!  Cosa c’è di strano quale è la novità di questa frase, ce ne siamo accorti che la situazione è grave !

Di strano c’è che il periodo sopra riportato  sono  le mie conclusioni alla fine di un intervento fatto presso un comitato investimenti  di una SGR a cui era stato invitato come ospite nell’ormai lontano aprile 2010. 

I sorrisi e gli sguardi scettici delle persone presenti alla riunione ve li lascio immaginare, eravamo in pieno rally delle borse , il 2009 era finito da poco e tutti  i presenti pensavano che il peggio lo si era visto nel 2008.

Con questo non voglio fare polemica con nessuno dei partecipanti a quel comitato, di stupidaggini io ne ho dette e scritte molte in questi anni e chiunque può estrapolare da un documento una frase che poi si può rivelare profetica. Volevo  semplicemente lasciarvi immaginare quanto è stato frustrante in questi due anni vedere che il  treno  và a sbattere in anticipo , avvisare  il conducente e i passeggeri ma non essere creduto quasi da nessuno.

Torniamo ad oggi è venerdì 1 giugno ore 22, adesso  tutta l’attenzione è sulla Grecia e sembra  che siano decisive queste elezioni di metà giugno.  Tutti si chiedono se l’euro resisterà e se la Grecia voterà per restare o per uscire.  Io vi dico che la domanda    è mal posta , la domanda che si devono fare gli asset manager e gli investitori oggi  non è se l’euro di romperà ma come si romperà ?

Il messaggio che voglio dare  stasera   è attenzione, non è detto che tutto precipiti e si vada nel burrone.  Quello che mi aspetto nei prossimi 6 mesi è  largo circa questo:

1-      Intervento massiccio delle autorità monetarie, magari coordinato BCE, Federal reserve, banca del Giappone e forse anche Cina.  Leggasi forte dose di metadone  per parare il colpo delle elezioni greche,  prima del voto; quindi nei prossimi 15 giorni. E difficile prevedere con quali modalità tecniche ma se non avverrà difficilmente il mercato farà sopravvivere l’euro per  le prossime due settimane, verrà travolto. Stasera il bund era sopra 146  e gli spread tornati sopra a  500..

2-      Qualche mese  per ragionare e decidere in modo più o meno coordinato come   bisogna fare  per  rompere l’euro in modo intelligente.  La decisione è molto in mano ai tedeschi però tutti gli altri paesi possono fare pressione  per spingere sulla soluzione A o sulla B o  C

A – l’euro si rompe con  l’uscita progressiva dei paesi periferici ,  prima Grecia , poi Spagna e Portogallo, Irlanda e poi con molta più sofferenza Italia e Francia, una agonia lunga e  con grande sofferenza .  Alla fine resta una cosa che si chiama euro ma che in realtà si legge marco.  Questa sarebbe la soluzione peggiore quella che più lascerebbe macerie dietro di sé non solo per tessuti industriali e paesi distrutti economicamente ma anche e soprattutto per le ferite nelle anime.  I tedeschi tornerebbero ad essere  visti come lo scorso secolo quelli  che  hanno voluto fare la terza guerra mondiale ma questa volta a livello economico.  Sarebbe una conclusione che io penso sbagliata perché sono molte di più le colpe di stati come italia e Grecia che non quelle della Germania, ma così è , molto più facile dire che  il nostro vicino è cattivo rispetto che riconoscere di essere stati  spreconi e cicale.     Questo scenario ad euro rotto però produrrà a due anni dall’uscita una veloce ricrescita dei paesi con le valute  nuove che si potranno svalutare e quindi potranno ricostruire competitività sui mercati con le loro produzioni.

B-   La Germania esce unilateralmente dall’euro per tornare al marco. Sarebbe la soluzione migliore per tutti, anche per i tedeschi, eviterebbero di passare per quelli che hanno affamato l’europa  con il loro rigore e potrebbero comunque con un marco rivalutato del 30-40 % rispetto all’euro continuare a stare sul mercato con buon livello di  competitività e farsi in casa tutto il rigore che vogliono .  I restanti Paesi potrebbero  continuare con l’euro  cambiando i trattati e dando poteri diversi alla BCE.  Le aree economiche non sarebbero sicuramente omogenee, è possibile che pesi come la Grecia debbano uscire lo stesso ma la situazione per chi resta  dentro l’unione europea sarebbe meno pesante di oggi.

C -   La Germania dice si senza se e senza ma a soluzioni tipo eurobond , quindi  si dovrebbe fare garante  dei debiti dei pesi meno virtuosi.  Ci credo poco !, e  diffiderei di qualsiasi annuncio  in tale direzione , il sì della Germania a questo tipo di progetto non potrà che essere limitato o a bond di durata effimera ( 1-2- anni i così detti eurobill )  oppure qualcosa che sia più vicino a quelli che vengono chiamati  project bond, quindi finanziamenti specifici per progetti di crescita.   Non sarebbero la soluzione del problema si rientrerebbe in poco tempo verso o la soluzione A o la B , permetterebbero solo di far passare qualche mese forse un anno dando l’illusione che possano risolvere qualcosa.

Il punto chiave, e gli anglosassoni lo sanno bene ed hanno anche provato a dircelo in tutte le salse,  è che aree economiche che vanno a velocità diverse nella storia non  sono mai riuscite a vivere con la stessa moneta.  La differenza di produttività e di dinamicità delle economie deve potersi sfogare nelle diversità di tasso di cambio che rappresenta il principale ammortizzatore che non fa rompere le ruote della macchina.

La storia ci ha insegnato che quando il dollaro è stato agganciato all’oro ad un certo punto è saltato, quando  c’era lo SME periodicamente bisognava modificare i tassi di cambio perché diventavano insostenibili e il mercato li faceva saltare,   quando l’argentina ha deciso di agganciarsi ala dollaro con il cambio fisso è durata dieci anni e poi sappiamo come è andata a finire.

Come andrà a finire l’euro che è  di fatto un sistema a cambio fisso imposto ad aree economiche disomogenee ?

Come andrà a finire il cambio fisso  sul franco svizzero  a 1,20 ?

Attenzione investitori ! i portafogli in obbligazioni e azioni costruiti oggi devono potere stare in piedi in tutti e tre gli scenari !  Cautela,  protezione ed equilibrio sono le parole d’ordine mai come oggi !

Vedremo cosa ci riserva il prossimo futuro ! Rileggendo tra due anni questo intervento spero di essermi sbagliato e che  l’uomo abbia trovato un modo per andare contro la forza di gravità.   Quello che volevo dirvi  è  che ad oggi le esperienze passate sono state tutte dei fallimenti !  Perché questa dovrebbe funzionare ?

L’ottimismo deve stare nel fatto che qualsiasi degli scenari sopra esposti è meglio di quello che abbiamo vissuto nell’ultimo anno , quindi benvenuto cambiamento qualunque forma prenda !!

fabrizio.badariotti@gmail.com