Le letture del wek end mi hanno condotto a un articolo del Wall Street Journal;

http://online.wsj.com/article/SB10001424052702303612804577528663115746788.html?mod=djemalertEuropenews

che sono certo la stampa e i commentatori italiani ignoreranno completamente, proprio perche’ estremamente importante, e poi, cosa vuoi che sia di fronte alle interviste del Cav. Banana che “ritorna in campo”?

La Banca Centrale Europea, proprio per bocca di Mario Draghi, ha annunciato che sarebbe opportuna l’imposizione di perdite anche ai detentori di bond con credito “privilegiato” (senior bondholders), emessi dalle Cajas spagnole piu’ irrimediabilmente compromesse, cambiando radicalmente la posizione assunta durante il “salvataggio” dell’Irlanda nel 2010.

Questa nuova posizione e’ stata prontamente respinta con forza da Eurocrati vari della Commissione Europea, e dai Ministri delle Finanze dell’EU, e la bozza di accordo,  richiede a Madrid di imporre perdite solo agli azionisti e ai “junior bondholders”, i creditori ordinari delle banche che beneficeranno del “ salvataggio” Europeo.

Perche’ tutto questo e’ estremamente importante? L’articolo, fra le righe, accenna ovviamente al fatto che l’Irlanda ha accettato obtorto collo un “salvataggio” delle sue banche per il 40% del proprio PIL (67 miliardi di euro) proprio con la clausola che i “senior bondholders” non avrebbero subito perdite. Ovviamente, “spalmando” le perdite su tutte le categorie di obbligazioni, avrebbe comportato un onere per I contribuenti irlandesi molto piu’ basso, e avrebbero tutti i diritti di richiedere una revisione.

Ma qual’e’ la vera ragione dietro al cambio di posizione di Draghi, e che letteralmente terrorizza gli Eurocrati e I Ministri delle Finanze?

Draghi puo’ aver preso questa decisione solo dopo aver constatato che il differenziale di prezzo tra il “ valore di libro” a cui sono valutati gli “assets” principalmente immobiliari delle Cajas fallite e il prezzo effettivo che puo’ essere realizzato e’ semplicemente troppo grande per espedienti di aggregazione o trucchi contabili come quello che ha gia’ portato al vergognoso caso di Bankia, creata e fallita 18 mesi dopo la sua nascita.

Ma se anche la BCE e’ arrivata a fare  questa considerazione, chiunque si sia occupato di ristrutturazione e fallimenti sa che, alla fine, e’ necessario che gli attivi superino i passivi per iniziare a parlare di ristrutturazione invece che di liquidazione.

Questa presa d’atto della realta’ dei fatti della Banca Centrale potrebbe anche favorire un graduale normalizzarsi della situazione…senonche’ la voce piu’ grande delle passivita’ delle banche sono i ..depositi.

Draghi lo sa molto bene , e deve aver pienamente compreso che senza una completa “emersione” delle perdite nascoste nei bilanci delle banche di TUTTA Europa, non ci sono semplicemente abbastanza attivi in grado di generare cassa per permettere all’intero sistema di “assorbire “ gradualmente le perdite col tempo, lasciandole nei bilanci.

Ma se se ne dovessero accorgere i depositanti, che i loro 10.000 miliardi di euro di depositi sono “garantiti” da attivi che sono virtualmente, anche per la BCE, carta straccia, e decidessero semplicemente, in numero anche frazionale , di “chiudere il conto, prego..”

Ecco spiegato il terrore degli Eurocrati e dei Ministri delle Finanze Europei, e il perche’ i titoli bancari forse non sono ancora il miglior investimento per il prossimo futuro.