Seconda puntata estiva che ha come tema il come  e perchè   l’Italia può ancora farcela a non morire schiacciata dal suo  debito.  Il periodo è di vacanza e bene si addice a temi e riflessioni di alto profilo senza essere pressati dai mercati che sembrano in questo mese di agosto lasciarci un po’ di  tregua.

L’idea che propongo nelle righe che seguono non è mia ma di persone molto più autorevoli di me, parliamo di   Paolo Savona, per chi non lo conoscesse potete consultare il curriculum http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Savona  e Mario Deaglio  http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Deaglio,  Vi riporto una sintesi delle riflessioni di questi due autorevoli personaggi perché ritengo sia  un mio dovere fare da cassa di risonanza a tutte le buone idee ( poche per la verità ) che leggo o sento in trasmissioni di approfondimento su tematiche economiche ed eventualmente metterle assieme in un mix come in questo caso quando compatibili.

Da sempre sono convinto che l’unico asset che  non  manca a noi italiani e l’intelligenza e  la fantasia e penso che solo dalla combinazione di questi due elementi che possiamo sperare di toglierci  dalla brutta situazione in cui ci  troviamo. Quello che segue potrebbe essere uno di quegli esempi in cui la finanza creativa salva l’economia reale ( il contrario di quello che è successo negli ultimi anni).

Vediamo  come facendo  però un breve riassunto della puntata precedente

Nell’articolo di inizio agosto http://www.letteradiborsa.it/lo-spread-maria-cannata-e-oscar-giannino/

ho provato a spiegare come siano tre gli ingredienti  della soluzione che può  permettere al nostro paese di uscire dalla palude in cui si trova.

1-       Abbattimento degli spread sulla curva a breve medio termine 3-5 anni che è il luogo su cui è maggiormente esposto oggi  il debito italiano. Per questo ci dovrà pensare Draghi anche solo con gli annunci come ha fatto ad inizio agosto..

2-       Una efficace gestione delle aste ( e per questo siamo tranquilli finchè c’è Maria Cannata)

3-       Privatizzazione massiccia di asset pubblici  con inevitabile evocazione dello spirito di Oscar Giannino che da anni porta avanti questa battaglia.

Chi ha letto il precedente intervento avrà capito che è sul terzo punto che sono molto scettico avendo sentito la proposta del ministro Grilli e ritenendola ( ho scoperto di essere in buona compagnia vedi Paolo Savona e Mario Deaglio)  di efficacia dubbia  per due motivi:

A-      privatizzare per 15 miliardi all’anno per i prossimi 3  anni,  come propone Grilli, non produrrà effetti significativi sul nostro debito  che ricordo è di quasi 2000 miliardi, serve quella che è  ho chiamato dose iniziale che deve essere ben più forte e portare  ad abbattere il debito nei prossimi 24 mesi di ameno il 10-15% , parliamo quindi di 200 miliardi non di 45 in 3 anni che sono quelli ipotizzati da Grilli. Operazione da farsi  con la complicazione di non poter  aggiungere un euro di tasse agli italiani, anzi entro 24 mesi le tasse sono da abbassare !

B-       La soluzione tecnica pensata dal tesoro italiano per incassare i 45-50 miliardi in 3 anni è quella di costituire una SGR immobiliare su cui fare confluire gli immobili di stato da dismettere.  In  altri tempi questa ideaa poteva avere un senso, non oggi con  il mercato immobiliare  completamente ingessato e con le risapute lungaggini che accompagnano il cambio di destinazione d’uso di un immobile ( nessun imprenditore  si compra una caserma se prima non è sicuro che dove c’è una caserma il giorno dopo che l’ha comprata può costruirci un villaggio turistico).

L’idea portata da Paolo Savona ed in parte da Mario Deaglio ( per la componente relativa alle riserve d’oro) interviene come approfondimento del punto 3 ( dismissione di asset pubblici ) ed ha riflessi anche sul punto 2 , sulle aste dei titoli di stato.

La proposta secondo me può funzionare ed è in sintesi  questa:

Effettuare un operazione di consolidamento del debito, che detta così sembra essere brutta, evoca tempi di guerra e storie brutte del XX secolo , in realtà il consolidamento avverrebbe in un modo “creativo” che potrebbe portare vantaggi anche ai creditori dello stato italiano e quindi in qualche modo a noi tutti.     Il punto critico è che l’Italia ha asset da vendere, ma per molti motivi serve tempo per poterli vendere bene  (almeno 4-5 anni )  il mercato e le agenzie di rating  non ci concedono questo tempo e ci stanno addosso con continui downgrade, dobbiamo quindi trovare il modo di toglierci di dosso il cane che ci vuole mordere ….

L’idea è quella  di  trovare un modo  per  sottrarsi al mercato delle aste nei prossimi 3 anni.

Come fare a sottrarsi al mercato ?  e quindi come fare ad avvicinarsi alla soluzione Giapponese (ricordo che il Giappone ha il 200% di debito rispetto al Pil ma di  fatto oggi non ha problemi perché  non è in balia del mercato il debito è tutti in mano ai giapponesi )

Paolo Savona avanza l’idea  di proporre uno swap ai detentori dei BTP , swap che funzionerebbe a grandi linee in questo modo:

Emissione di BTP nuovi, che verrebbero  in parte sottoscritti da nuovi investitori e in gran  parte scambiati con BTP già in circolazione; che avrebbero la caratteristica peculiare di avere come garanzia aggiuntiva oltre che la firma del ministero del tesoro dei beni reali quali  immobili , ma eventualmente anche oro (la banca d’italia ha riserve d’oro per più di 150 miliardi di euro) non si parla di  vendere le riserve  si possono semplicemente mettere a garanzia di questi nuovi BTP speciali che potremmo  chiamare  BTP GOLD ; in questo modo si creerebbero dei titoli con rating  AAA,   dei super BTP  garantiti da  beni reali quali immobili e oro sicuri almeno quanto i bund Tedeschi. Questi BTP  essendo  garantiti da beni reali  avrebbero un tasso di interesse più basso e una scadenza molto più lunga 15-20 anni.

Potenzialmente un BTP garantito da immobili sarebbero molto ricercato considerando che asset sicuri ce ne sono pochi oggi in circolazione e consentirebbero  allo stato italiano di approvvigionarsi su 200 miliardi di euro ( taglio minimo consigliato di questa operazione) ad un tasso presumibilmente  non superiore al 2% , oggi mediamente il debito  costa  il 4,2%  un risparmio secco di  oltre il 2% su 200 miliardi di euro ,  fatti i conti con la calcolatrice  oltre 40 miliardi di intessi risparmiati all’anno !!!   Quello che Grilli vorrebbe prendere in 3 anni arriverebbe subito senza aver venduto di fatto ancora nulla !

Se l’operazione fosse fatta per un ammontare pari ad almeno 200 miliardi di euro ( il 10% del debito italiano) mettendo assieme riserve in oro e immobili ci consentirebbe di   fatto di assentarci dal mercato delle aste per i prossimi 2-3 anni .. non avremmo più bisogno ( se non in modo molto marginale ) di chiedere soldi al mercato . Il debito allungherebbe   la sua vita media  portandosi a ridosso dei 10 anni, il costo per interessi si abbasserebbe innescando  un circolo virtuoso che ci consentirebbe di  salvarci da soli senza dover  dire grazie ai tedeschi e soprattutto senza perdere sovranità sulle nostre decisioni in termini di politica economica.

Se il governo che verrà eletto in primavera riuscirà a  mantenere gli avanzi primari che abbiamo oggi  in pochi anni ( 3-4 ma forse anche meno ) vedremo abbattere il debito ben sotto il 100% del Pil.  Ricordo ai non addetti ai lavori che l’avanzo primario e la differenza tra entrate e uscite al netto degli interessi pagati sul debito. Per l’Italia l’avanzo primario è per il 2012  al 3,4% uno dei pochi paesi europei virtuosi su questo aspetto il doppio di quello tedesco che nel 2012 sarà circa dell’1,7%.  Gli interessi sul debito ci costano però oltre il 4% quindi alla fine il debito complessivo  oggi ancora aumenta, a  luglio siamo arrivati a 1976  miliardi di euro ! .  Per fare scendere il rapporto debito PIL o si aumenta il PIL ( cosa impossibile  in tempi  brevi) o si aumentano le entrate ( cosa impossibile anche questa perché la pressione fiscale non è più aumentabile)  oppure resta la via di abbassare il costo del debito ,  ed è questa l’unica  soluzione  percorribile oggi !

Savona ipotizzava anche  a contorno dell’operazione la creazione di warrant ( diritto di opzione ) da offrirsi ai sottoscrittori di questi nuovi BTP Gold per consentirgli dopo un certo periodo (5-10 anni ) di potere eventualmente trasformare il BTP in  quote di un fondo (che dovrà essere quotato) che abbia dentro gli asset reali di cui sopra, l’esercizio dell’opzione contenuta nel warrant darebbe la spallata finale al debito perché  ci sarebbe la trasformazione del debito in asset reale e quindi se per ipotesi tutti i 200 miliardi venissero esercitati  e trasformati in quote di questo enorme fondo comune il rapporto debito PIL  scenderebbe del 10%  !!!! . Operazione da manuale, risultato raggiunto  senza nessun sacrificio aggiuntivo per gli italiani !

Tutto da perfezionare tecnicamente ma sicuramente una strada intelligente e soprattutto  fattibile  per usare gli asset reali che lo stato italiano ha per l’abbattimento del costo del debito senza avere la necessità di liquidarli in tempi brevi (  e quindi senza svenderli !  che è il rischio della soluzione Grilli, persona di cui ho stima che secondo me sta commettendo in questo momento un errore grave) .

Serve però credibilità ! questa operazione deve essere messa in mani sicure e professionali , persone come   Bondi ex Parmalat , Paolo Savona , Mario de Aglio ( è lui che da qualche settimana nelle interviste rilasciate ipotizza l’uso delle riserve d’oro della banca d’italia a complemento di questa operazione ), conosciute ed apprezzate per  la loro serietà , competenza e per il loro curriculum di risanatori di conti. L’operazione deve essere assolutamente sottratta alle decisioni della  politica nello stesso istante in cui  si realizza ; questa operazione và fatta prima delle elezioni con garanzie che chiunque venga eletto la prossima  primavera mantenga  l’impegno  di  portarla avanti così come progettata oggi

I mercati e quindi gli operatori finanziari  non devono  potere pensare neanche per un istante che al primo cambio di governo vada tutto all’aria, sarebbe la Fine !

Se l’operazione di consolidamento verrà fatta con queste modalità tecniche e  per gli importi sopra indicati ha  molte probabilità di essere efficace e   penso che  possa  ottenere l’attenzione non solo degli investitori italiani persone fisiche e banche  che detengono oggi BTP ricordo ormai al 70% del debito complessivo, ma anche degli stranieri,  in molti farebbero la coda per sottoscrivere questi nuovi BTP con rating AAA ( fondi pensione  di tutto il mondo, fondi sovrani in cerca di investimenti sicuri)

Possibili effetti su prezzi di mercato dei BTP già in circolazione  di una operazione di questo tipo ? 

Mi sbilancio nell’immaginare che i BTP che saranno oggetto di swap potenziale siano quelli più a breve scadenza, lo  stato Italiano ha interesse di andare a chiedere ai possessori di BTP con scadenza  compresa tra 2013- 2016 di scambiare gli attuali titoli con i BTP nuovi con scadenze 2025-2030, in questo modo  l’Italia fino al 2016 potrà assentarsi dal mercato primario delle aste. Per i potenziali effetti sui titoli in circolazione determinante sarà la obbligatorietà o meno dello scambio,  se lo scambio sarà imposto allora si apre uno scenario che potrebbe penalizzare nell’immediato presumibilmente le scadenze a brevi perché  in generale il mercato mal digerisce le imposizioni, all’opposto se lo swap sarà volontario ( sarebbe meglio che fosse così perché vorrebbe dire che le condizioni del titolo che si riceve sono oggettivamente buone ) lo scenario sarà esattamente opposto con una corsa a comprare le scadenze brevi. La cosa sicura è che i BTP con  scadenza a lungo termine  già in circolazione oggi  diventeranno dei  BTP di serie B  con rating più basso rispetto a quello del BTP garantito da beni reali e nei primi mesi/anni dopo lo swap subiranno una presumibile perdita di valore, almeno fino a quando il rapporto Debito PIL non andrà sotto il 100%. Da quel punto in avanti godranno anche loro  del miglioramento dei conti

Se non adesso quando ? Il tempo stà per scadere !

Utilizzando un famoso motto elettorale possiamo dire “ yes we can !” la variante per l’Italia è  però  “if we want, we can !”

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fabrizio.badariotti@gmail.com